La costiera della città di Siniscola con le sue spiagge da Berchida a Capo Comino e da Santa Lucia a la Caletta
In questa tappa del nostro viaggio, visiteremo la costiera di Siniscola che va dalla spiaggia di Berchida fino alle spiagge di Capo Comino, e da Santa Lucia fino a la Caletta. La costiera del SiniscolaCi rechiamo, ora, a visitare la bella e famosa costiera del Siniscola che percorreremo da sud verso nord, con le diverse frazioni che vi si trovano. Si tratta della costiera che va dalla spiaggia di Berchida a Capo Comino, e da Santa Lucia fino a la Caletta Nel 2017 Legambiente attore protagonista dell’ambientalismo italiano, con le rilevazioni effettuate dalla sua Goletta Verde, e con la collaborazione del Touring Club Italiano, ha assegnato il riconoscimento di 5 Vele al comprensorio della Baronia di Posada nel quale si trova la costiera del Siniscola. I parametri considerati per l’assegnazione delle vele sono la qualità delle acque di balneazione, efficacia della raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle risorse idriche, la presenza di aree pedonali, efficienza dei servizi, la valorizzazione del paesaggio e delle produzioni locali. |
La frazione Berchida di Siniscolarecandoci da Orosei a Siniscola, subito dopo il chilometro 242 della SS125 Orientale Sarda, appena superata la Cantoniera di Berchida, svoltiamo a destra in una strada bianca che ci porterà alla frazione Berchida (altezza indefinita, distanza 23 chilometri, non è disponibile il numero di abitanti), una frazione di Siniscola conosciuta soprattutto per l’omonima spiaggia. Superati i resti del villaggio nuragico di Conca Umosa ed il villaggio medievale di rempellos, questa strada ci porta, dopo quattro chilometri, a lasciare l’auto nel grande parcheggio che si trova in uno stagno in secca alle spalle della spiaggia, parcheggio a pagamento in alta stagione, da dove raggiungiamo la grande spiaggia di Berchida. Nella vallata alle spalle della spiaggia sono presenti due insediamenti di epoca nuragica, i resti del Nuraghe monotorre Conca Umosa e del Nuraghe complesso Paolo ’e Lucca. Nella stessa vallata sono presenti, inoltre, i resti del villaggio medievale di rempellos. resti del villaggio abbandonato di rempellosPercorsi un chilometro e mezzo lungo la strada bianca che porta dalla SS125 Orientale Sarda alla spiaggia di Berchida, alla sinistra della strada si trovano i resti del Villaggio di epoca medievale e post medievale di rempellos. Durante gli scavi sono state rilevate anche tracce di preesistenti frequentazioni di età nuragica, con consistente area di frammenti fittili di superficie d’età medio e tardo imperiale. Del villaggio rimangono soltanto i ruduri delle vecchie mura, circondati da una fitta vegetazione. È stato abitato fino agli anni cinquanta del ventesimo secolo. Tra i resti di abitazione, destano un certo interesse i ruderi di un piccolo edificio religioso, che risulta attestato già nella documentazione del quattordicesimo secolo. resti del Nuraghe semplice di Conca UmosaPercoso un altro centinaio di metri lungo la strada bianca che porta dalla SS125 Orientale Sarda alla spiaggia di Berchida, alla destra della strada si trovano i resti del Nuraghe di Conca Umosa, un Nuraghe semplice con vicino l’insediamento abitativo. Nel sito sono presenti, da nord ovest a su est, i resti prima di un tafone granitico, poi del Nuraghe edificato in granito che potrebbe essere però anche una capanna torre, dal quale una scalinata nuragica porta fino alla capanna nuragica, che si trva più in basso. Nel Piano Urbanistico Comunale il Nuraghe semplice di Conca Umosa viene descritto come una probabile capanna, mentre da Nicola Castangia e Marco Mulargia viene definito come un insediamento, oppure come un sito culturale nuragico. resti del Nuraghe complesso Paolo ’e Lucca o Paol’e LuchePercorsi altri ottocento metri lungo la strada bianca che porta dalla SS125 Orientale Sarda alla spiaggia di Berchida, a duecento metri di distanza dalla strada verso sinistra, a una certa distanza alla destra dal rio Berchida, sono presenti i resti del Nuraghe Paolo ’e Lucca o Paol’e Luche, un Nuraghe complesso edificato in granito a 10 metri di altezza sopra il livello del mare. Da Nicola Castangia e Marco Mulargia viene definito come Nuraghe complesso con un insediamento abitativo nei dintorni. Al Nuraghe è possibile arrivare in canoa, partenda dalla spiaggia, noleggiando una canoa e risalirendo il Rio Berchida dalla foce. Comunque l’antico approdo per barche, nel canale sottostante il Nuraghe, coperto di rovi, in una zona di caccia e di cinghiali, e non è possibile raggiungere il Nuraghe. La spiaggia di BerchidaDa dove avevamo visto il Nuraghe semplice di Conca Umosa, percorsi altri due chilometri e duecento metri lungo la strada bianca che porta dalla SS125 Orientale Sarda a mare, raggiungiamo la spiaggia di Berchida. È una spiaggia meravigliosa molto ampia e che si estende per diversi chilometri lungo una costa movimentata da molte insenature ed arenili, fino a Capo Comino a nord e quasi ad Orosei a sud, assumendo nel suo tratto costiero diverse denimazioni. Possiamo, quindi, visitare la meravigliosa, selvaggia e solitaria spiaggia di Berchida che nel 2011 ha vinto il premio La più bella sei tu, e risulta ancora una delle più belle della Sardegna e delle migliori spiagge italiane. La spiaggia, che si trova circa tredici chilometri a sud di Capo Comino e diciassette chilometri a nord di Orosei, è larga cinquanta metri e lunga diversi chilometri. L’arenile è costituito da sabbia finissima che va dal candido al grigio chiaro, e si affaccia su un’acqua trasparente, inizialmente molto bassa, di colori che vanno dal verde azzurro al verde turchese. Il paesaggio è piano e disteso, con ginepri e pianure d’acqua con stagni che avvolgono il litorale, che ha alle spalle praterie e poi colline. Alle spalle dell’arenile si vedono ginepri e pini, mentre sull’arenile si incontrano gigli selvatici profumatissimi. La spiaggia è quasi deserta anche in alta stagione, salvo che nella zona presso il posteggio delle auto, ed è estremamente pulita. Sembra sia stato un turista tedesco ad iniziare a raccogliere le pietre depositate dal mare sulla sabbia ed a realizzare gli insoliti monumenti che oggi possiamo ammirare sulla spiaggia di Berchida, e che la rendono ancora più unica ed indimenticabile. |
Alle spalle dell’arenile si sviluppa lo scenografico stagno di Berchida. Lo stagno, che è alimentato da rio Berchida il cui bacino imbrifero occupa una superficie di sei ettari, genera un’area stagnale legata alla dinamica fluviale, in prossimità della foce, lungo la depressione di retrospiaggia. Si tratta di un’altra area umida di grande interesse naturalistico e paesaggistico, la cui comunicazione con il mare si realizza attraverso lo sbocco naturale del torrente che lo alimenta, che in prossimità della foce opera un progressivo allargamento del suo alveo. Il ricambio idrico dipende dunque dalle interazioni tra acque provenienti dal continente e quelle della marea. Lo stagno è fonte di abbeveramento per le mandrie di bovini e ovini che pascolano nella zona, e frequentano la spiaggia nei mesi più freddi. Lo stagno di Berchida, che è molto pescoso, con la direttiva comunitaria Habitat n. 92/43/CEE approvata nel 1992 dalla Commissione europea viene dichiarato sito di interesse comunitario e inserito nella rete Natura 2000 con l’intento di tutelarne la biodiversit , attraverso la conservazione dell’habitat, della flora e della fauna selvatica presenti. Il sito, identificato con la sigla ITB020012, comprende anche i vicini stagni di Sa Salinedda, Sa Curcurica e Bidderosa. La spiagga di Pedra MarchesaArrivati al parcheggio per raggiungere la spiaggia di Berchida, possiamo camminare a piedi verso destra, ossia in direzione sud, oltre la spiaggia Berchida ed arriviamo alla spiaggia di Pedra Marchesa. Verso sud, oltre il confine con il comune di Orosei, il litorale prende il nome di Oasi di Bidderosa, che abbiamo già visto quando abbiamo visitato il comune di Orosei con il suo litorale e le sua spiagge. La spiaggia di Pedra Marchesa si trova tra le incantevoli spiagge di Bidderosa a sud e di Berchida a nord, nella costa centro orientale della Sardegna, circa quattordici chilometri a sud di Capo Comino e sedici chilometri a nord di Orosei. Si tratta di un lunghissimo ed ampio arenile di sabbia candida e soffice, con un retroterra di verde e folta vegetazione mediterranea. Si affaccia su un mare limpido, con sfumature cangianti di verde ed azzurro, presenta un fondale basso e sabbioso in prossimit della riva. Per la bellezza delle profondit molto apprezzata dagli amanti delle immersioni e dello snorkeling. Il mare è splendido, cristallino, trasparente e con sfumature che vanno dal verde all’azzurro, con fondali ovunque poco profondi. Circondata da una natura incontaminata e solitaria, divenendo un vero e proprio paradiso per gli amanti della tranquillità. Adatta alle famiglie con bambini, la spiaggia è quasi deserta anche in alta stagione, ed è estremamente pulita. Davanti al candido e solitario arenile si vede il Piccolo scoglio chiamato Pedra Marchesa, che dà il nome alla spiaggia. |
La spiaggia di Cannazzellu o Su CannatzelluDalla spiaggia di Berchida, possiamo percorrere a piedi il litorale verso sinistra, ossia verso nord, sino ad arrivare alla spiaggia di Cannazzellu, che forma un unico arenile, con qualche interruzione rocciosa, con la spiaggia di Sa Mandra ’e Pische, nome che assume il suo tratto meridionale che si estende fino a raggiungere la spiaggia di Berchida. Questa spiaggia si può raggiungere, sempre a piedi, anche dal faro di Capo Comino, camminando lungo la costa verso sud. La spiaggia Cannazzellu o Su Cannatzellu si distende sul versante orientale dell’isola, circa dodici chilometri a sud di Capo Comino e diciotto a nord di Orosei. Si tratta di una magnifica spiaggia caratterizzata da un arenile di eccezionale bellezza, quasi del tutto solitario, caratterizzato da sabbia fine e candida, bagnato da uno splendido mare cristallino, trasparente e con sfumature che vanno dal verde all’azzurro, con fondali ovunque poco profondi adatti anche ai bambini. Circondata da una natura incontaminata e solitaria, la spiaggia è quasi sempre deserta anche in alta stagione, estremamente pulita, divenendo un vero e proprio paradiso per gli amanti della tranquillità. Il litorale è caratterizzato da dune sabbiose che formano delle piccole baie protette dove i bagnanti possono godere di momenti di relax nell’intimità più totale. Nelle vicinanze della spiaggia sono presenti anche alcuni sentieri escursionistici permettono agli amanti della natura di scoprire le bellezze del territorio circostante. Nel tratto settentrionale della spiaggia sono presenti nel mare i ben noti Scogli di Cannazzellu. |
La frazione Capo Comino di SiniscolaIl Capo Comino è una località situata nel comune di Siniscola, nella costa nord orientale della Sardegna, che rappresenta l’estremo orientale dell’Isola, al termine del golfo di Orosei. Proseguendo sulla SS125 Orientale Sarda verso nord, a circa quattro chilometri e trecento metri da dove avevamo trovato la deviazione per Berchida, all’altezza del chilometro 246.4 della strada statale, prendiamo la deviazione a destra in via del Faro, che ci porta alla frazione Capo Comino (altezza metri 24 sul livello del mare, distanza 15.2 chilometri, abitanti circa 27) con il suo villaggio turistico e l’ampia spiaggia di Capo Comino. La chiesa di Nostra Signora di Stella MarisNella frazione di Capo Comino è presente la piccola chiesa di Nostra Signora di Stella Maris, patrona di Capo Comino, che si trova alla sinistra della via del Faro, a una trentina di metri da dove la avevamo presa dalla SS125 Orientale Sarda. Si tratta di una chiesa moderna, la cui facciata che era dipinta di giallo ocra, è stata recentemente ridipinta di azzurro per richiamare il mare. Presso di essa si celebra ogni anno la seconda domenica di agosto la Festa di Stella Maris, si conferma una delle più suggestive dell’estate, ed è un evento di grande spiritualità che richiama ogni anno centinaia di fedeli, in fila per omaggiare Nostra Signora di Stella Maris, protettrice della frazione costiera del Siniscola. La mattina si celebra la prima messa, poi nel pomeriggio dalla chiesa di Capo Comino il simulacro della Madonna parte verso il porto di la Caletta, dove l’effige viene sistemata a bordo di un’imbarcazione, posta in testa al corteo che riaccompagna la Madonna via mare sino a Capo Comino. Nel frattempo, sempre dalla chiesa di Capo Comino, parte una processione a piedi che si reca fino alla spiaggia, per accogliere la Madonna di Stella Maris al suo arrivo e scortarla sino in chiesa, dove in serata è prevista la messa solenne. La costiera di Capo Comino con la sua spiaggiaProseguendo lungo la via del Faro, dopo settecento metri arriviamo alla costa, qui svoltiamo a destra, e dopo altri seicento metri, passando per una pineta, raggiungiamo la costiera di Capo Comino, che deve la sua fama alla lunga spiaggia di sabbia bianca e finissima che descriveremo più avanti. Qui ci si apre davanti agli occhi uno splendido scenario della costa orientale sarda, con i suoi arenili e le sue dune sabbiose, con bassi cespugli di ginepro, le uniche e le più alte dune della costa orientale della Sardegna, che separano la costa da uno stagno ove sostano aironi e fenicotteri. Sulla costa di Capo Comino si trova anche un’ampia pineta, dietro la quale si affaccia la spiaggia di Capo Comino, che è raggiungibile seguendo le indicazioni per il borgo di la Caletta, alle spalle del quale si trova il promontorio di Capo Comino. Nella lunga spiaggia di Capo Comino sono presenti cale e spiagge per molti chilometri, con belle scogliere di granito rosa, ombreggiate da belle pinete, fino al vecchio faro abbandonato. L’arenile, di grandi dimensioni, è costituito da sabbia calcarea bianca e fine, e, nonostante la presenza di foglie di posidonia spiaggiate, si affaccia su un mare dal turchese, al blu cobalto, al verde scuro, trasparente e dal fondale basso. La spiaggia, che offre un bar ed un parcheggio, non è molto affollata neanche in alta stagione. La spiaggia è costituita da un movimentato sistema dunale punteggiato da molti ginepri, alle spalle del quale si trova il piccolo Stagno di Sa Salineddda ed il più grande Stagno di Sa Salina Manna, ambiente naturale di uccelli acquatici. |
A poche centinaia di metri dalla costa si sono trovati i resti di una nave romana del periodo di Nerone, distrutta da una tempesta. Un altro relitto in queste acque è quello della nave Comandante Bafile, costruita nel 1921 ed affondata il 19 febbraio 1942 mentre era in navigazione da Civitavecchia a Cagliari. Il più significativo è il relitto di un piccolo aereo da caccia francese, un Chance Vought F4U Corsair, venduto dagli Stati Uniti alla Francia dopo la seconda guerra mondiale, inabissatosi più al largo nel giugno 1963 forse a causa di un’avaria, che nell’ammaraggio ha perso il motore, e che è rimasto poi impigliato nella rete di un peschereccio ed è stati portato verso la riva. Sulla fusoliera sono ancora visibili le coccarde con i colori blu, bianco e rosso dell’Armée de l’Air, ed è possibile visitarlo in immersione a circa trecento metri dalla costa. Il Faro di Capo CominoPiù a sud il paesaggio cambia, presentando una costa rocciosa alla cui estremità orientale è situato il Faro di Capo Comino in prossimità del capo da cui prende nome l’intera zona, che rappresenta l’estremo orientale dell’Isola, al termine del golfo di Orosei. Alcuni turisti trentini mi hanno mandato belle foto di Capo Comino d’inverno, a capodanno, raccontandomi il loro stupore nel trovare funghi il quattro gennaio nella pineta che porta dal faro di Capo Comino fino a Berchida. Sul lato sud della spiaggia, possiamo raggiungere facilmente la piccola Isola Ruia che dista pochi metri dalla costa, dalla quale si ha una bella veduta di tutta la costa fino all’isola Tavolara. L’area di Capo Comino è una zona di grande interesse naturalistico, e le sue spiagge, i fondali e l’acqua cristallina, la hanno resa una rinomata attrazione turistica. Proprio la perfetta conservazione del sistema dunale l’ha resa lo scenario selvaggio ideale per l’ambientazione di diversi film, fra i quali: Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, di Lina Wertmuller del 1974, con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato; Black Stallion, di Carroll’Ballard del 1979, con Mickey Rooney e Teri Garr, prodotto da Francis Ford Coppola; ed alcune scene del remake del film Travolti dal destino nell’azzurro mare d’agosto, con la regia Guy Ritchie ed interpreti Madonna, Adriano Giannini, Jeanne Tripplehorn, Michael Beattie e Elizabeth Banks, del quale altre scene sono state girate sulla spiaggia di Cala Cartoe, lungo la costiera di Dorgali. |
Dalle frazioni di Su Tiliò e di S’Ena e Sa Chitta verso la frazione di Santa LuciaProseguiamo da Capo Comino verso nord con la SS125 Orientale Sarda. La frazione di Su Tiliò con il suo insediamento turisticoDopo aver visitato la frazione di Capo Comino, poco più avanti proseguiamo in direzione nord lungo la SS125 Orientale Sarda. A quasi un chilometro e mezzo da Capo Comino, si prende alla sinistra della strada la via dei Gerani, che porta all’interno dell’insediamento turistico presente nella frazione di Su Tiliò (altezza imprecisata sul livello del mare, distanza 7.72 chilometri dal Comune di Siniscola, non è disponibile il numero di abitanti). Mentre proprio all’altro lato della strada statale, alla destra della strada di fronte alla frazione di Su Tiliò, si sviluppa l’ampio stagno di Sa Salina Manna, che si trova subito sul retro della spiaggia di Capo Comino. La frazione di S’Ena e Sa Chitta con il suo insediamento turisticoPercorsi circa cinquecento metri dalla via dei Gerani in direzione nord lungo la SS125 Orientale Sarda, ossia a circa un chilometro e novecento metri da Capo Comino, si prende alla destra della strada la via delle Azalee, che porta all’interno del più grande insediamento turistico all’interno della frazione di S’Ena e Sa Chitta (altezza metri 11 sul livello del mare, distanza 8.40 chilometri dal Comune di Siniscola, abitanti circa 76). Proseguendo per cinquecento metri, si raggiunge la costa sulla quale si sviluppa la spiaggia di S’Ena ’e Sa Chitta. La spiaggia di S’Ena ’e Sa Chitta è una spiaggia libera di sabbia bianca finissima e si estende verso sud per circa tre chilometri, fino alla spiaggia di Capo Comino, dove si trovano gli scogli in prossimità del vecchio faro. Nella spiagga è presente lo stabilimento balneare Isola Rossa, con affitto di ombrelloni, lettini, sdraio e sedie, ristoro, area gioco, ed altro. La spiaggia non è molto affollata neanche in alta stagione, ideale per famiglie con bambini. Dietro la spiaggia si trova lo stagno di Salina Manna, dove dimorano fenicotteri rosa e aironi, e che, con il suo sbocco nel mare, costituisce il punto di separazione tra le due spiagge. |
La spiaggia dei ConfettiPercorsi ancora due chilometri e quattrocento metri in direzione nord lungo la SS125 Orientale Sarda, poco prima di raggiungere la frazione di Santa Lucia, alla destra della strada si trova l’ingresso del campeggio Cala Pineta. Presa la strada bianca alla sinistra del campeggio, proseguiamo verso la costa in direzione nord est e, dopo circa settecento metri di strada sterrata, raggiungiamo la famosa spiaggia dei Confetti. La spiaggia dei Confetti è affiancata da una splendida pineta, che arriva fino alla riva dove le rocce, dolcemente digradanti, e un mare limpido accompagnano in acqua. Alcuni punti sono un pò più sabbiosi ma soprattutto nella spiaggia si trova la caratteristica ghiaietta di piccoli sassolini colorati e levigati dal mare che assomigliano appunto a piccoli confetti. Da apprezzare la frescura nella pineta nei pomeriggi assolati per poi concedersi un bagno nelle acque cristalline senza vedere abitazioni tutt'intorno. La spiaggia non è mai affollata e l’acqua è limpida. Si tratta di una spiaggia adatta a passeggiate, corse e biciclettate. Non ci sono servizi. Sono consigliate le scarpine da roccia, e l’ombrellone non importa, dato che c’è la pineta. |
La frazione Santa LuciaProseguendo verso nord con la SS125 Orientale Sarda, prima della deviazione verso l’interno per raggiungere Siniscola, al km 252.8 la deviazione sulla destra in via della Pineta, che continua come viale dei Pini, ci porta in circa un chilometro alla frazione Santa Lucia (altezza metri 3, distanza 9.8 chilometri sul livello del mare, abitanti circa 154), che si trova in un tratto di costa senz'altro affascinante. Si tratta di una località balneare dotata di una bella spiaggia e completamente circondata da una pineta piantata negli anni trenta del novecento. Da antichi documenti si deduce che il porto di Santa Lucia era di origine romana e di una certa importanza, e l’esistenza nel 1003 di questo porto è documentata dallo storico Marco Roncioni, quando parla della prima spedizione della flotta pisana in Sardegna. Il paesino è stato popolato da pescatori provenienti dall’isola di Ponza. Sul lungomare dell’insediamento turistico si trova la Torre di Santa Lucia, edificata dagli Spagnoli nel diciassettesimo secolo, e, subito alla spalle della torre, troviamo una bellissima piazzetta con la chiesa di Santa Lucia. La Torre di Santa LuciaLa Torre di Santa Lucia sorge a tre metri sul livello del mare nei pressi dell’omonima piccola chiesa della borgata turistica di Santa Lucia. Edificata in epoca spagnola vicino alla spiaggia a scopo difensivo, contro le incursioni dei pirati saraceni, potrebbe essere databile al 1639, ed p stata eretta per difendere il porto, la tonnara e la costa dalle invasioni saracene, per volere e a spese dei Baroni di Posada. Fino al 1867 era chiamata Torre di Santa Lucia di Posada, solo in seguito è stata denominata Torre di Santa Lucia del Siniscola. realizzata in materiale scistoso, la Torre di forma tronco conica ha una camera interna con la volta a cupola. La chiesa di Santa LuciaLa chiesa di Santa Lucia che è la ottocentesca chiesa parrocchiale della frazione Santa Lucia. Dal maggio 2010 la chiesa è chiusa al culto, a causa del crollo di una parte del controsoffitto che ha sancito l’inagibilità dell’immobile. Per consentire i lavori di recupero, così, due anni fa è partita una gara di generosità tra i fedeli, ed i lavori di ripristino sono in programma con inizio già nel 2012. Presso questa chiesa, il lunedì dell’Angelo si svolge la Festa di Santa Lucia, con processione a piedi che, da Siniscola, porta il simulacro della Santa dalla chiesa ed oratorio di Nostra Signora del Rosario, dove è conservato a Siniscola, nell’omonimo borgo costiero per i festeggiamenti. La spiaggia di Santa LuciaDalla Torre di Santa Lucia, dirigendoci verso nord ossia in direzione di la Caletta, troviamo la spiaggia di Santa Lucia, alle cui spalle si trova la bella pineta di Santa Lucia. La spiaggia di Santa Lucia si distende a ridosso del piccolo villaggio di pescatori omonimo, sorto attorno alla suggestiva torre aragonese cinquecentesca, presso l’estremità meridionale de la Caletta di Siniscola. Il litorale si presenta orlato da una rigogliosa vegetazione mediterranea ricca di lentischi e ginepri, e caratterizzato da un arenile costituito da alcuni chilometri di spiaggia profonda, con la sabbia bianchissima e soffice, affacciato su un mare verde azzurro, poco profondo. L’acqua cristallina e il fondale molto basso sono ideali per i giochi dei bambini. La zona è spesso battuta dai venti, per questo la spiaggia è molto amata e frequentata dai surfisti. La spiaggia, intorno alla quale si trovano bar, alberghi, ristoranti, negozi e servizi vari, non è molto affollata neanche in alta stagione, salvo nel tratto più a sud, prossimo al borgo turistico. A ridosso della spiaggia svetta una fitta pineta di pini marittimi, e nelle vicinanze della spiaggia vi sono inoltre diverse calette rocciose con fondali bassi e ricchi di fauna marina. |
Alle spalle della spiaggia di Santa Lucia, si sviluppa la Palude della Caletta di Santa Lucia che è quello che resta dopo la bonifica delle paludi costiere circondanti la Caletta, e che sbocca in mare proprio sul litorale. Insieme allo Stagno Longo di Posada, alla vicina Peschiera di Su Graneri, alla foce del rio Siniscola, anche la Palude della Caletta di Santa Lucia è stata compresa, nel 1971, dal Gruppo Conservazione della Natura, tra i Biotopi di rilevante interesse vegetazionale, meritevoli di conservazione in Italia. Molto bella la pineta di Santa Lucia, che si stende a sud fino alla spiaggia di S’Ena ’e Sa Chitta, che abbiamo già descritto. La frazione Iscra e VoesRitorniamo dalla frazione Santa Lucia sulla SS125 Orientale Sarda e proseguiamo verso nord. A poco più di due chilometri e mezzo, arriviamo alla frazione Iscra e Voes (altezza metri 25, distanza 7.5 chilometri sul livello del mare, abitanti circa 71), con il suo ampio insediamento turistico che si sviluppa oltre che nella località Iscra e Voes anche nelle località Avidì verso sud est, e Sa Petra Ruja verso nord est, al di là della strada statale. Dall’abitato della frazione, verso est passata l’ampia pineta, si raggiunge la spiaggia di Santa Lucia, che abbiamo già descritta. Passata la frazione Iscra e Voes, la SS125 Orientale Sarda compie una svolta a sinistra per dirigersi verso Siniscola, mentre noi proseguiremo verso nord prendendo la strada costiera SP3. La frazione la CalettaDalla frazione Iscra e Voes prendiamo la strada costiera SP3 che, dopo sei chilometri, ci porta alla la frazione la Caletta (altezza metri 3, distanza 7.1 chilometri sul livello del mare, abitanti circa 1.348), con il suo grande insediamento turistico il quale confina con l’abitato di San Giovanni di Posada, che si trova subito più a nord. La frazione, nella sua configurazione urbana attuale, ha origini storiche relativamente recenti, e la sua modesta dimensione urbana si conserva sino agli anni cinquanta del novecento, per il fatto che la popolazione del capoluogo per la villeggiatura ed i pescatori provenienti dall’isola di Ponza, si insediano tradizionalmente nella vicina borgata di Santa Lucia. La crescita urbana di la Caletta coincide con l’insediamento turistico e alberghiero promosso da un gruppo di imprenditori milanesi agli inizi degli anni cinquanta, e con la costruzione del porto di quarta classe nel 1958. Oggi la frazione consta di abitanti che si dedicano principalmente ad attività turistiche, commerciali e alla pesca. Gli impianti sportivi di la CalettaDa dove avevamo imboccato la SP3, percorsi due chilometri e quattrocento metri sulla strada provinciale che ha assnto il nome di via Palermo, svoltiamo a sinistra in una strada bianca che, in circa duecento metri, ci porta all’ingresso degli impianti sportivi di la Caletta. All’interno di questo complesso sportivo è presente un Campo da calcio, con fondo in terra battuta, senza tribune per gli spettatori; ed anche un Campo da calcetto, ossia calcio a cinque, anch’esso con fondo in terra battuta, senza tribune per gli spettatori. La chiesa di Nostra Signora di FatimaPassato il Campo sportivo, proseguiamo in direzione nord lungo la via Palermo e, dopo quattrocento metri, svoltiamo leggermente a sinistra prendendo il ponte sul canale Vivarelli, passato il quale prendiamo a destra la via Nazario Sauro. alla destra di questa strada, ed alla sinistra del canale Vivarelli, si trova la chiesa di Nostra Signora di Fatima che è la chiesa parrocchiale de la Caletta. L’edificio, di modesta architettura, con pianta ad aula unica, è stato costruito dai fedeli provenienti da Siniscola nel 1954. Negli anni sono stati effettuati diversi interventi di restauro e di ampliamento della navata. La Festa di Nostra Signora di Fatima si svolge la seconda domenica di maggio, e prevede tre giorni di festeggiamenti civili e religiosi, con una solenne processione sul mare verso il borgo di Santa Lucia, per chiudere con i tradizionali fuochi d’artificio. Il porticciolo di la CalettaL’insediamento di la Caletta è caratterizzato, tra l’altro, dal bel Porticciolo di la Caletta che viene gestito congiuntamente dai comuni del Siniscola e di Posada, titolari dell’apposita concessione demaniale marittima. Per raggiungerlo, da dove lungo la via Palermo avevamo incontrato il ponte sul canale Vivarelli che ci aveva portati a visitare la chiesa parrocchiale di Nostra Signora di Fatima, evitiamo la deviazione e proseguiamo invece lungo la via Palermo che, in cinquecento metri, ci porta appunto nel piazzale davanti al porto. Nel porto, una volta attrezzato solo per i pescatori, è stato in seguito realizzato un attracco turistico per un centinaio di imbarcazioni, con la pompa carburante dotata di solo gasolio e con un circolo nautico. Il porto, tra l’altro collegato con un servizio di catamarani al porto di Civitavecchia, si avvia a diventare il principale collegamento della Provincia di Nuoro con la penisola, operato dai traghetti veloci, allo scopo di alleggerire l’eccessivo traffico gravante sul porto di Olbia. La spiaggia de la CalettaL’arenile della spiaggia di Santa Lucia continua, verso nord, con la lunghissima spiaggia de la Caletta, che arriva fino ai margini sud dell’insediamento turistico de la Caletta, fino allo sbocco nel mare del canale Vivarelli. L’arenile della spiaggia de la Caletta chiamata anche spiaggia della Peschiera o spiaggia di Su Graneri è costituito da un litorale di tre chilometri e mezzo, largo cinquanta metri, che si può prendere dal centro di la Caletta, presso il porto, da dove si sviluppa verso sud fino a Santa Lucia. L’arenile, di grandi dimensioni, è costituito da sabbia bianca finissima, affacciato su un mare verde azzurro, poco profondo. La spiaggia non è tanto affollata neanche in alta stagione, salvo che presso i punti di accesso. In essa, e negli immediati dintorni, sono disponibili bar, alberghi, ristoranti, negozi e servizi vari. |
Alle spalle della foce del rio Siniscola, che sbocca in mare nella spiaggia de la Caletta, si sviluppa la Peschiera di Su Graneri nella quale vengono allevati in grande quantità spigole e cefali. Per questo, la spiaggia de la Caletta viene chiamato anche spiaggia di Peschiera, o spiaggia di Su Graneri. Insieme allo stagno Longo di Posada, ed alla vicina Palude della Caletta di Santa Lucia, la Peschiera di Su Graneri, alla foce del rio Siniscola, è stata compresa, nel 1971, dal Gruppo Conservazione della Natura, tra i Biotopi di rilevante interesse vegetazionale, meritevoli di conservazione in Italia. È sulla spiaggia della Caletta che lo scrittore francese André Pieyre de Mandiargues ha ambientato nel 1956 il suo romanzo Il giglio di mare, nel quale durante una vacanza in Sardegna insieme a un´amica, nella cornice affascinante della Caletta di Siniscola, Vanina, giovane ma intraprendente, sotto la guida di una misteriosa quanto ambigua presenza divina, predispone il proprio apprendistato erotico. |
La prossima tappa del nostro viaggioNella prossima tappa del nostro viaggio, da Siniscola effettueremo una deviazione verso ovest all’interno per raggiungere il paese agropastorale di Lodè. |